Come credo sappiate sono in trasferta a Copenhagen per il VMworld 2011: quale migliore occasione per testare la cucina danese?
Prima di partire per la Danimarca l’unica mia “percezione” dei prodotti danesi era il burro salato Lurpak, che si trova comunemente nei supermercati.

Ho dovuto quindi documentarmi.
Essenzialmente la cucina danese tradizionale è basata su carne, pesce e latticini.
Dato che la Danimarca è un Paese nordico e quindi freddo, le pietanze sono ricche di grassi: burro, panna, strutto, pancetta, margarine… per friggere, per salse o semplicemente sul pane..
Il valore dei grassi lo si ritrova anche nella lingua parlata: per esempio la parola fedt (grasso) è usata per indicare una situazione positiva, divertente.
La parola smørhul (buco di burro) indica un posto piacevole e pacifico, un po’ un’isola felice e tranquilla, così come talvolta i Danesi definiscono il proprio Paese…
Questa volta la scelta del posto non è stata mia, ma di Luca (The Boss): aveva memoria di un ristorante in cui era stato in occasione di un altro VMWorld, ma non si ricordava la via.
Per fortuna che qualcuno dall’Italia ci è venuto in aiuto (thanks, Rodolfo! You saved my life from Burger King!) ed alla fine siamo riusciti a ritrovarlo.
Il ristorante in questione si chiama “Det Lille Apotek“, cioè “La piccola farmacia”: mi fa venire in mente un posto vicino a Bisto Arsizio che si chiama “La Farmacia dei Sani”, dove però non sono mai stato.
E’ uno dei più antichi ristoranti di Copenhagen, frequentato anche dal celeberrimo Hans Christian Andersen, autore di numerose fiabe (“La principessa sul pisello”, “La sirenetta”, “Il soldatino di stagno”, “Il brutto anatroccolo”, “La piccola fiammiferaia”).

Piaciuta la “botta di cultura”? Bene.. :-)
Il ristorante si compone di quattro piccole salette dal soffitto basso, illuminate da vecchie lampade (che anticamente erano a petrolio).

Il menu comprende i piatti tipici danesi (“anatra arrosto alla vecchia maniera”):

Mi balza subito all’occhio questo piatto:

“Maiale a fette fritto, direttamente dal forno”… deve essere mio.
Arriva la cameriera per le ordinazioni, e scopro con estrema delusione che il piatto da me scelto è terminato.
“Mannaggia! Mi sembra di rivedere le scene piacentine quando inseguivo la “picula ad caval” e non la trovavo mai!
Anche il palermitano “u pane co a meusa” è rimasto un sogno ancora irrealizzato… vabbè, pazienza…
Decido di ripiegare su “anatra al forno con patate caramellate e patate bollite, con cavolo rosso, prugne e salsa” (che in inglese suona più o menu così: “Oven-fried Duck served with sugar-browned and boiled potatoes, gravy, pickled red cabbageand prunes”).
Un piatto semplice semplice, bevvero?
Tutte le volte che vedo un piatto a base di anatra mi viene in mente la battuta di Claudio Bisio: “Nonna Papera a volte invita gli ospiti e gli dà da mangiare l’anatra. L’anatra! E’ come se mia madre mi cucinasse il timballo di mio cugino! Che se lo meriterebbe anche, ma non è questo il discorso….”
Luca decide di darmi manforte su questo piatto, mentre Matteo e Massimo, dopo una attenta selezione (see picture)…

…si lanciano su una più salubre carne alla piastra, la famosa “Stone Beef”:
Try our Popular Stone Beef 200 gram of well cured beef tenderloin is placed on a hot stone. It is served with your choice of sauce, potato of the day, grilled tomato and mixed salad. Thus you fry the meat yourself to the desired degree and then garnish with the sauce on the hot stone.

Nel frattempo decidiamo anche di prendere la zuppa del giorno (patate), che arriva con il pane ed il burro, ovviamente salato e Lurpak: nulla di eccezionale, ma la zuppetta calda fa sempre piacere.
Arrivano i “main courses”: ecco la stone beef.

Massimo riceve un mini-training da parte della cameriera su come cuocere la carne: occorre tagliarla a fettine per poi girarle sulla piastra rovente. Max…questa volta il discente sei tu!
Ecco invece l’anatra:

E questo è il sugo per la carne.

Ci serviamo le nostre porzioni ed iniziamo a cenare.

Devo dire che questo piatto è una grande scoperta: le patate caramellate con lo zucchero sono fantastiche, e la carne è molto gustosa, con la crosta croccantissima.
Il tutto è stato accompagnato da una birra bianca Nørrebro.
Non sono riuscito a capire se la cottura è stata fatta “in crosta di pane” o se la parte croccante (come sostiene Luca) è la cotenna dell’anatra: mi sono ripromesso di cercare la ricetta in Internet per tentare di replicare il piatto.
Anche la carne alla piastra è piaciuta molto.
Massimo cerca di ordinare un dolce della casa (“Homemade apple dessert with whipped cream”) ma la solerte e brusca cameriera (soprannominata “Wilma dammi la clava” per la sua affabilità) dichiara che la cucina è purtroppo chiusa, e non si può ordinare più nulla.
Io chiedo un caffè, che mi viene portato con un bicchierino a parte colmo di uno strano liquore e con della panna: niente male…
Devo dire che l’esperienza di questo ristorante è decisamente positiva e da consigliare: il conto totale per una zuppa del giorno, una birra, il piatto principale ed un caffè è di circa 320 Corone Danesi (“320 numeri”, come direbbe Mark Sweet), circa 43 EUR: non proprio economicissimo, ma di notevole qualità.
Restaurant Det lille ApotekStore Kannikestæde 15 DK-1169 Copenhagen Denmark Tel.: +45 33 12 56 06
http://www.detlilleapotek.dk/eng/frontpage
AGGIORNAMENTO: Luca mi fa notare che il nostro piatto era a base di maiale, e non di anatra. Sorry… era comunque molto buono…















Come Maiale? Ma nel menu c’era scritto anatra!