In un paio di giorni, per puro caso, due persone diverse mi hanno parlato del gorgonzola prodotto dal caseificio Arioli di Ozzero, a pochi chilometri da Vigevano.
Perché proprio quel gorgonzola? E perché da Ozzero, e non da (come molti mi chiedono) da Gorgonzola?
Intanto il gorgonzola è veramente nato a Gorgonzola in provincia di Milano: la storia narra che è stato prodotto in quella città sino dal X secolo.
Attualmente il grosso della produzione si è spostato nella zona di Novara: si capisce quindi che il predetto formaggio sia piuttosto “girovago”.

Il gorgonzola è prodotto in Italia in Lombardia e Piemonte, precisamente nelle province di Bergamo, Brescia, Biella, Como, Cremona, Cuneo, Lecco, Lodi, Milano, Novara, Pavia, Varese, Verbania, Vercelli ed alcuni comuni dell’Alessandrino. È un formaggio a pasta cruda di colore bianco paglierino, le cui screziature verdi sono dovute al processo di erborinatura, cioè alla formazione di muffe (Penicillium glaucum). Nella provincia di Milano, nella Città di Gorgonzola è oggi ancora attiva la produzione del formaggio erborinato, anche se di tipo “piccola azienda agricola” e venduto al pubblico con la salvaguardia della Denominazione Comunale DeCo, attiva dal 2009. Nella stessa città è presente anche la piccola produzione normata DeCo del gorgonzola di pecora. Queste varietà sono offerte al pubblico durante la Sagra nazionale del gorgonzola, che si tiene dal 1999 a fine settembre. N.B. Nota del Consorzio per la tutela del formaggio Gorgonzola. Il formaggio Gorgonzola DOP per essere definito come tale, deve rispettare il disciplinare di produzione; lo stesso prevede che per la sua produzione si utilizzi unicamente latte vaccino, quindi l’utilizzo di latte di pecora non è consentito. Inoltre l’attribuzione della De.Co al prodotto formaggio Gorgonzola è tuttora controversa in quanto, il Consorzio ha promosso un giudizio atto a farne accertare e dichiarare la violazione di legge.
Perché quello prodotto dal caseificio Arioli di Ozzero? Perché nel 2009 (ed io non lo sapevo) è stato il gorgonzola ufficiale della “Notte degli Oscar”: ne hanno ordinate ben undici forme.

Potevo non provarlo? Ovviamente no, anche solo per giudicare se gli americani ci capiscono di formaggio oppure no.
Missione quindi per Tosca, che ieri è stata in gita con gli anziani del suo centro sociale proprio da quelle parti: ed è ritornata con un bel pezzo del gorgonzola in questione.

Quale migliore occasione per provare l’abbinamento con i vini dolci della mia cantina? Ecco quelli che ho scelto:

Sono, da sinistra s destra:
- Inniskillin Ice Vine (Riesling)
- Sergio Mottura Muffo (Grechetto)
- Villa Matilde Eleusi (Falanghina)
Lo so, vi sareste aspettato un passito di Pantellerie… ma lo sapete che sono un curioso e che mi piace sperimentare, no?
Eccovi la “mise en place”:

Il gorgonzola non è male, ma in tutta onestà ho trovato anche di meglio: è molto cremoso, intenso, ma non molto persistente.
Scusate se non ho i termini corretti per la descrizione del formaggio, ma non mi sono ancora iscritto al corso ONAF…
, e quindi sono costretto ad utilizzare quelli del vino.

Gli abbinamenti:
- Inniskillin Ice Wine: troppo dolce, uccide troppo il piccante del gorgonzola
- Sergio Mottura Nuffo: acidità troppo spiccata, di nuovo troppo prevalente rispetto al formaggio
- Villa Matilde Eleusi: forse l’abbinamento più azzeccato, per il mix corretto di dolcezza ed acidità
Secondo me potrebbe andare bene un Vin Santo del Chianti Classico Riserva, per esempio il Millarium della Tenuta Cantagallo.

Concludendo.. (qualcuno avrebbe detto “Grappa Bocchino Sigillo Nero”): secondo me gli americani hanno ancora molto da imparare…














