RECE: Il Sale Art Cafè – Catania

La scorsa settimana, mentre io e Tosca stavamo cenando, sento squillare il telefono che avevo lasciato nello studio.
E’ il Grande Capo, lo riconosco al volo perchè ha una suoneria associata diversa rispetto agli altri (nomen omen).

Boss

“Cesare, scusa l’ora, ma volevo chiederti se ti andava di sostituirmi ad un evento in Siscilia, a Cata..”
Non lo lascio neanche finire: “Certamente!”, esclamo.
“Ah!”, rimane un po’ basito dalla mia risposta, “OK, allora poi ti mando una email con i riferimenti”
Beh, dovrebbe saperlo che gli eventi non li rifiuto mai, figurati in Sicilia!
Forse non ve l’ho mai confessato, ma io mi sento “terrone” dentro, nonostante sia di origini lombardo-emiliane: Catania poi è la patria di uno dei idoli.

“Il commissario invece era di Catania, di nome faceva Salvo Montalbano, e quando voleva capire una cosa, la capiva.”

La forma dell acqua

Provo a vedere se c’è un aereo che mi consente di andare e ritornare in giornata, ma diventa difficile: parte alle 6:30 e ritorna alle 20:50.
Chiedo quindi al marketing se c’è spazio per una notte nello stesso albergo dell’evento: dopo un breve giro di telefonate riesco a combinare il tutto.
Prenoto quindi il volo delle 13:20 da Linate con Alitalia.
La mattina della partenza il telefono squilla alle 8:20, è un collega di Torino che mi chiede se a Milano sta nevicando.
“Non saprei, io sono a Vigevano e quin non sta nevicando, ma piove.”
“OK, perchè qui a Torino è parecchio che nevica”
Guardo fuori dalla finestra e vedo Yorgho, la nostra gatta, che sta sul davanzale della finestra facendo gli occhi modello “Gatto con gli stivali”, implorandomi di farla rientrare dal suo giro mattutino.

Gatto

eve fare piuttosto freddo, perchè di solito lei esce con qualsiasi tempo. Guardo più attentamente e mi accorgo che insieme alla pioggia sta inziando a cadere qualche fiocco gelato.
“No! Mannaggia! Vuoi vedere che mi tocca di guidare sino a Linate con la neve?”
Per fortuna che avevo già preparato la valigia: mi faccio barba e capelli, mi infilo al volo sotto la doccia e alle 10 riesco da uscire di casa.
La neve sta già rimanendo sulle strade, e la velocità è piuttosto ridotta.
Arrivo a LInate alle 11:30, parcheggio l’auto e mi dirigo verso il terminal: l’imbarco è per le 12:50.
Mi piazzo sulle sedie dell’area di attesa del gate ed approfitto del tempo di attesa per tirare un paio di schiaffoni ad una macchina Windows XP che mi serve per una progetto da un cliente.
Verso le 12:30 Alitalia ci comunica che, date le avverse condizioni meteo, l’aereo che stava arrivando a Linate da Catania è stato dirottato a Malpensa: si scatena una specie di rissa al banco accettazione, ma la hostess ci assicura che troveranno presto un’altro aereo: purtroppo però ci sarà almeno un’ora di ritardo.
Non ci voleva, ho una sessione di formazione via web alle 16:30, rischio di saltarla… :-(
Vabbè… ormai sono qui, tanto vale continuare a prendere a schiaffoni la macchina XP.
Riusciamo finalmente a partire alle 14:50 e ad atterrare a Fontanarossa alle 16:40.
Prendo un taxi al volo e riesco ad essere in albergo giusto in tempo per partecipare via WebEx alla TOI Session di Master Andrea “Sivix”, che a causa di qualche inconveniente tecnico è iniziata da poco.
Terminata la sessione web cerco di capire dove posso andare a cena questa sera: scateno quindi tutte le mie fonti (no TripAdvisor, please…) e salta fuori questo “Il Sale Art Café”: all’inizio ero un po’ titubante, perché è un “ristorante-enoteca-pizzeria-galleria d’arte”, ma poi mi sono fatto convincere.
Ha una interessante selezione di formaggi (Vastedda del Belice – Fiore Sicano – Canestrato – Piacentino Ennese – Tuma Persa – Ragusano, Robiola – Fico – Erbe – Tale’ – Cinniri) e di salumi (Lardo – Coppa – Sasizza Sicca – Salame di Suino Nero dei Nebrodi – Salame S. Angelo di Brolo).
E’ a poche centinaia di metri dal mio albergo, in Via Santa Filomena 10: mentre cammino per arrivare al locale mi imbatto in questo negozio di articoli sportivi con una insegna un po’ particolare:

Rivoltelle

“Le rivoltelle del colonnello Samuel Colt!”

SamuelColt

Dovete sapere che anche questa è una coincidenza che ha a che fare con la Sicilia: vi racconto l’antefatto.

Qualche anno fa io e Tosca abbiamo trascorso le nostre vacanze estive in Sicilia: avevamo prenotato un agriturismo a Floridia, una cittadina nei dintorni di Siracusa.
Durante una delle passeggiate serali in città ci era capitato di notare lo strano nome di una via del centro: “Via dei Floridiani di Hartford”.
Avete presente quando qualcosa vi frulla in testa ma non riuscite a focalizzarlo?
Hartford… Hartford.. ma perchè mi viene in mente?
Poi il lampo di genio: una scena di Ritorno al Futuro parte III, quando Marty è alla festa di Hill Valley e si diverte a sparare alle sagome.

“Venite, venite qui a provare signori, l’ultimo prodotto della fabbrica del colonnello Samuel Colt, fabbrica per armi da fuoco di Hartford, nel Connecticut. Ora, prendete questo modellino, per esempio. La nuova Colt “Mettipace” migliorata e corretta. Questa sera in vendita al modico prezzo di dodici dollari.”

Tornati in agriturismo chiediamo al proprietario la ragione del nome di quella via, e Tony (vero nome Anthony, siciliano nato negli USA, proprio a Hartford) ci spiega che la maggior parte dei cittadini di Floridia è emigrato proprio in quella città, tanto che probabilmente ci sono più floridiani in Connecticut che in Sicilia.
Buffa la vita, vero?

Ma torniamo al nostro ristorante: la via dove si trova è piena di locali interesanti, addirittura una “Polpetteria”: sembra di essere nella “Brera” di Catania.

Trovo anche un ristorante “anche italiano” (?)

AncheItaliano

Ecco finalmente l’insegna del mio locale:

IlSale

L’interno è ben arredato, con tavoli di legno senza tovaglie, ma con una mise-en-place spartana ma in tono con il locale: tovaglia americana di carta e tovagliolo pure di carta.

Mise

Inizio a studiare il menu: decido per “Misto di Antipasti tipici rielaborati alla nostra maniera
(la caponata, la parmigiana, le olive, gli arancini e tanti piccoli assaggi della tradizione isolana)”, e “Niuru’cu’Niuru , ovvero maltagliati con ragout di maiale nero dei Nebrodi con raviolo nero di Ricotta servito con lo stesso condimento”.
Mi intriga anche, come secondo piatto, “Tonno con lardo di maiale nero dei Nebrodi servito con ristretto di aceto balsamico, arancia, “cipuddata” e sale affumicato”, ma rimando a più tardi la decisione per capire se ci starà anche quello.
Chiedo la carta dei vini che mi viene portata immediatamente: eccola.

ListaVini

Un iPAd con una Appl personalizzata (a occhio mi sembra realizzata con FileMaker Pro) che consente di “navigare” nella carta dei vini, cola possibilità di filtrare per regione, tipologia, vitigno….

Mi sembra già di sentire qualche collega ingegnere mormorare “Cesare… hai rotto con ‘sti Apple!”

E cosa ci posso fare se questi gadget sono diventati ormai di uso comune, anche al ristorante? :-)

Scelgo un vino al bicchiere, un blend di Frappato e Nerello Mascalese “Terre di Giumara”.
Arriva nel frattempo un fantastico cestino di pane.

CestinoPane

Sul sito del ristorante avevo letto che il pane è autoprodotto, e alla vista sembra proprio ben fatto.
Mentre attendo l’antipasto mi guardo in giro: davanti a me c’è un tavolo con cinque persone, di cui quattro dall’accento fortemente americano, ed una sicuramente di Catania.
Stanno studiando il menu, e sento il siciliano chiedere agli americani: “What Do You want to eat?”
“Pizza”, rispondono quasi tutti all’unisono.
Sorrido cercando di non farmi notare, ma il Siciiano (e qui la maiuscola è d’obbligo) mi ha visto e mi lancia uno sguardo alla ricerca di comprensione.
Uno degli americani chiede “What size is pizza here?”
Capisco che per un americano la domanda possa avere un senso, visto che da Pizza Hut nelgi USA oltre agli ingredienti devi anche specificare la dimensione della pizza: ma in Italia probabilmente nessuno si è mai posto il problema delle dimensioni…

Pizzahut101

Io ed il Siciliano ci intendiamo immediatamente con lo sguardo: credo abbia voluto dirmi “Bih, che camurria!”

Credo che se adesso ai fratelli americani venisse in mente di ordinare una CocaCola salterebbero fuori gli “alliccasapuni”: per fortuna ordinano acqua.

Ecco arrivato il mio antipasto: fantastico!!

Antipasto

C’è veramente di tutto: pane&panelle, arancino, mozzarella fritta, caponata, parmigiana, pomodoro secchi, olive nere e verdi, peperoni con il pane e le mandorle. 

Una razione mega: per fortuna non ho ordinato il secondo piatto!
Cosa posso dire: una festa per il palato. L’arancino è con il riso bianco, al sugo, pane&panelle è interpretato in modalità “Hamburger style”, òa caponata è uno spettacolo di sapori e la parmigiana invece pure.

Il vino con la sua buona acidità e tannicità aiuta a far “scivolare” il tutto: una composizione dei due vitigni che non avevo ancora provato, ma che mi riprometto di approfondire.
Faccio fatica a finire il piatto, lascio infatti quasi tutte le olive ed i peperoni.
Arriva il primo piatto:

Niuro

I maltagliati sono veramente ottimi, ed il ragu al Nero dei Nebrodi è estremamente gustoso.
A proposito.. (e mi scusino i vegetariani) il Nero dei Nebrodi è questo:

R suinonerosiciliano

Il raviolo nero invece non è entusiasmante: si fa semplicemente mangiare senza nessun ricordo particolare.

Non riesco a mangiare altro, le porzioni ed il “carattere” dei piatti sono già troppe: ordino quindi solo un caffè, che mi arriva in un bicchiere di vetro… ed il cucchiaino di plastica dei distributori automatici!

Caffe

Ma dico! Siete andati bene sino ad ora e mi cadete proprio all’ultimo?

Il conto per antipasto, primo piatto, bicchiere di vino, acqua e caffè è di 36€, adeguato per la qualità del cibo servito.
Esperienza da riprovsre assolutamente con Tosca.

Il Sale Art Cafe’
Via Santa Filomena n° 10/12
95128 – Catania
Tel. 0039 095 316 888
www.ilsaleartcafe.com

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